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Farsi rimborsare un prodotto contraffatto

Come ottenere il rimborso di un prodotto contraffatto?

Contestando la conformità al venditore, non partendo dalla banca. Un prodotto contraffatto non corrisponde al tipo né alla qualità contrattuali, quindi viola l'art. 129 del Codice del consumo. Per un anno dalla consegna vale la presunzione dell'art. 135: è il venditore a dover provare che il difetto non esisteva. L'art. 135-bis comma 4 lettera c) le consente di chiedere subito la risoluzione, senza passare da riparazione o sostituzione, quando il difetto è talmente grave da giustificarlo. Se il venditore eccepisce che il difetto è di lieve entità, l'onere di dimostrarlo è suo.

Updated 18 August 2026

La base giuridica della richiesta

L'art. 129 comma 2 lettera a) impone che il bene corrisponda alla descrizione, al tipo, alla quantità e alla qualità contrattuali. È il gancio testuale più diretto: chi acquista un prodotto presentato come originale e ne riceve uno contraffatto non ha ricevuto il tipo pattuito.

Il D.Lgs 170/2021 ha introdotto il doppio criterio, soggettivo e oggettivo, al posto della vecchia presunzione di conformità. I requisiti soggettivi riguardano ciò che è stato pattuito, quelli oggettivi ciò che il consumatore può ragionevolmente attendersi.

Una deroga esiste, ma è a doppia chiave. L'art. 130 comma 4 esclude il difetto solo se il consumatore era stato « specificamente informato » dello scostamento e lo aveva « espressamente e separatamente accettato ». Una menzione annegata nelle condizioni generali non basta: serve un'accettazione separata e specifica.

Per i beni usati le parti possono ridurre la durata della responsabilità e la prescrizione, ma mai sotto un anno, e solo per accordo. Una semplice dicitura in fattura non è un accordo, tanto più che l'art. 135-sexies comma 1 dichiara nullo ogni patto limitativo anteriore alla comunicazione del difetto.

Come impostare la contestazione

  1. Verificare la data del contratto

    Prima di tutto. Se l'acquisto è anteriore al 1° gennaio 2022 si applica il vecchio regime, compreso l'obbligo di denuncia entro due mesi dalla scoperta. Dal 2022 quell'obbligo non esiste più.

  2. Scrivere al venditore

    Con raccomandata o PEC, per avere prova della ricezione. Indichi la data d'acquisto, quella di consegna, il prezzo e le ragioni per cui ritiene il prodotto non autentico. Citi gli articoli 129 comma 2 e 135-bis comma 4 lettera c).

  3. Chiedere la risoluzione, non la riparazione

    La risoluzione si esercita « mediante una dichiarazione diretta al venditore contenente la manifestazione di volontà di risolvere il contratto », come previsto dall'art. 135-quater comma 2. Sia esplicito su questo punto.

  4. Attivare in parallelo lo strumento di pagamento

    Non dopo. I termini dei circuiti di pagamento decorrono dall'acquisto o dalla consegna, non dalla fine della trattativa con il venditore.

Contro chi si esercita la garanzia

Il debitore è il venditore, non il produttore. L'art. 133 comma 1 è netto su questo punto, e il consumatore non ha azione diretta in garanzia legale contro il fabbricante.

L'art. 134 prevede sì un diritto di regresso, ma è uno strumento tra professionisti: consente al venditore finale di rivalersi su chi lo precede nella catena distributiva, entro un anno dall'esecuzione. Non è una via aperta al consumatore.

L'unica strada verso il produttore è la garanzia convenzionale dell'art. 135-quinquies, che vincola chi la offre secondo le modalità della dichiarazione di garanzia. È contrattuale, distinta dalla garanzia legale e non la sostituisce.

Sui marketplace la situazione richiede una verifica preliminare: il Capo I del Codice del consumo non contiene alcuna disposizione che qualifichi la piattaforma come venditore. Controlli sempre chi è il venditore effettivo indicato sulla scheda prodotto, perché è lui il destinatario della sua richiesta.

Quando il venditore è fuori dall'Unione europea

È lo scenario più frequente in materia di contraffazione online, e conviene dirlo subito: diversi strumenti smettono di funzionare.

Una tutela però resiste, ed è forte. L'art. 135-sexies comma 3 dichiara nulla ogni clausola che, prevedendo l'applicabilità della legge di uno Stato non appartenente all'Unione europea, privi il consumatore della protezione del Codice del consumo, quando il contratto presenta uno stretto collegamento con il territorio di uno Stato membro. Un venditore extra UE non può quindi sottrarsi con una clausola di legge applicabile.

Il problema è pratico, non giuridico: far valere questo diritto contro un venditore irreperibile è un'altra questione. In quel caso lo strumento di pagamento diventa la via più concreta, e i suoi termini sono più brevi di quanto si creda.

La conciliazione paritetica, spesso citata come alternativa, funziona solo con le imprese aderenti a un protocollo d'intesa. Contro un venditore straniero non aderente è inutilizzabile.

Idea diffusa

Il venditore è extra UE, quindi il diritto italiano non si applica al mio acquisto.

In realtà

L'art. 135-sexies comma 3 dichiara nulla la clausola che, richiamando la legge di uno Stato extra UE, privi il consumatore della tutela del Codice del consumo, se il contratto ha uno stretto collegamento con il territorio di uno Stato membro. La difficoltà non è giuridica ma pratica: far valere il diritto contro chi è irreperibile.

Domande frequenti

Devo restituire il prodotto prima del rimborso?

La riparazione o sostituzione avviene « senza spese » e il consumatore deve mettere il bene a disposizione del venditore, secondo l'art. 135-ter. In caso di risoluzione la restituzione è la contropartita del rimborso. Conservi prova della spedizione e fotografie del prodotto prima di inviarlo.

Posso chiedere solo una riduzione del prezzo?

Sì. L'art. 135-quater comma 1 prevede che la riduzione sia proporzionale alla diminuzione di valore rispetto a un bene conforme. Per un prodotto contraffatto, però, la risoluzione è di norma più appropriata: il valore di un falso non è una frazione di quello dell'originale.

Il venditore dice che il difetto è di lieve entità. Può farlo?

Può eccepirlo, ma l'onere della prova è suo. È una differenza sostanziale rispetto a quanto molti credono. Difficilmente la contraffazione di un prodotto può essere qualificata come difetto lieve, trattandosi della natura stessa del bene e non di un suo aspetto secondario.

Ho comprato da un privato su Vinted. Ho le stesse tutele?

No. La garanzia legale presuppone un venditore professionista. Tra privati restano i vizi della cosa venduta del codice civile, il dolo se il venditore sapeva, e la possibile riqualificazione come professionista di chi vende in modo abituale e lucrativo. La differenza è sostanziale e molte guide la omettono.